30 agosto, Parole di Lùlù: un luogo, una giornata, un appuntamento fisso. Tutto ha origine nel 2010: da un tragico evento nasce una giornata piena di vita. Ogni anno, in quel 30 agosto di fine estate, tante persone si ritrovano in un luogo. Il Casale del Treja, un casolare, una fattoria in mezzo alla natura. Una splendida località a nord di Roma immersa nel verde. Un parco, una radura, un fiume. Per vivere emozioni. Quel tragitto che da Roma da cinque anni mi ha portato fin lì, all'inizio difficile da trovare poi quasi di casa, sarà impossibile da dimenticare.
Salgo in macchina, inserisco un cd nello stereo, giro la chiave e via, per sicurezza guidato dal fedele tom-tom. Anche su google compare ParolediLulù, lì in mezzo alla campagna romana. E' diventato un simbolo. Di vita, di emozioni, di generosità, di aiuto. Un flusso di energia positiva.
Quel 30 agosto 2010, una delle giornate più emozionanti della mia vita. Rimarrà impressa nella mia mente. Erano più o meno le 11 del mattino il momento in cui sono arrivato in quella radura che ancora non conoscevo. I cancelli erano ancora chiusi. Zaino in spalla attendo di entrare, pieno di curiosità.La radura circondata dagli alberi davanti ai miei occhi, il palco al limitar del bosco. Più passava il tempo e più la gente riempiva lo spazio, finchè tutta la radura era un tappeto di persone. Un colpo d'occhio da lasciar senza fiato.
E quel concerto. Dalla prima all'ultima nota un crescendo di emozioni. Palloncini che volano in cielo. Syria in lacrime sul palco con il cartello "Ciao Lulù", Gianni Morandi e gli altri cantanti ed amici di Niccolò che hanno accettato il suo invito, tutti visibilmente commossi.
E quel concerto. Dalla prima all'ultima nota un crescendo di emozioni. Palloncini che volano in cielo. Syria in lacrime sul palco con il cartello "Ciao Lulù", Gianni Morandi e gli altri cantanti ed amici di Niccolò che hanno accettato il suo invito, tutti visibilmente commossi.
E Niccolò, veramente una grande persona, capace dopo quello che è successo a lui e a Shirin di organizzare un evento del genere e condividere il suo dramma con tutti i suoi amici e i suoi fans. Un susseguirsi di sentimenti, di commozione, di lacrime. Un'atmosfera piena di malinconia ma anche di sentimenti positivi, un rapporto di simbiosi tra i cantanti sul palco e il pubblico, uno scambio di emozioni difficile da spiegare a parole. Emozioni da vivere.
Il sole che tramontava, uno scroscio di pioggia per qualche minuto ha catturato l'attenzione. Refoli di vento durante le canzoni di Gianni Morandi. E poi duetti, gruppi di cantanti che improvvisavano, imbracciavano uno strumento e si cimentavano in assoli unici, la tensione che si tramutava in adrenalina, tutti a suonare e a cantare.
Un coro all'unisono, un'unica voce che da quella radura ormai immersa nel buio della notte si levava verso il cielo. Elisa che verso la fine si esibiva in "Hallelujah" di Leonard Cohen, ricordata negli anni per l'interpretazione di Jeff Buckley. La voce di Elisa ancora la ricordo, mi aveva messo i brividi. E non dipendeva dalla temperatura improvvisamente scesa.
Le stelle alte nel cielo hanno accompagnato il ritorno verso la macchina, tutto il percorso a parlare di quello che avevamo provato, sentito, vissuto. Le emozioni che continuano, e che mi hanno accompagnato per tutto il tragitto di ritorno a Roma. Emozioni che ogni anno si presentano puntuali quando mi avvicino a quel luogo. Emozioni positive. Emozioni vere.
Qualche anno fa mi è capitato di andare al Treja anche d'inverno, il giorno della Befana. Una fredda tramontana sferzava l'aria, poche persone erano accorse. Per salutare Niccolò ed assistere al presepe vivente. Atmosfera diversa, altre emozioni.
Così come l'anno scorso, a conclusione della giornata nella radura davanti al casale, un tappeto di gente ad ascoltare Niccolò, Bob e Pier che si esibivano in alcune canzoni improvvisate, tutti catturati dalle singole note, dalle melodie che si diffondevano nell'aria, commoventi, tutti con le lacrime agli occhi.
Fino ad arrivare a quest'anno, con il saluto di Niccolò a concludere un'altra giornata indimenticabile. Niccolò visibilmente commosso, il pubblico forse ancor di più. Poche parole per ringraziare. Per esprimere ammirazione per tutto quello che lui, il suo staff e tutto il pubblico hanno realizzato.
Quasi un miracolo venuto fuori dal nulla. Poche parole per salutare quel piccolo paradiso che ha regalato tante gioie, che torneranno ad esser private. Dall'anno prossimo l'evento diventerà itinerante, si sposterà in giro per l'Italia.
Mat
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