"Tutta
nostra è Roma, mentre Roma… dorme,
rimaniamo
accesi in questa notte
la
tua luce a rendermi splendente
dolcemente
attraente
incredibilmente
disarmante"
[Incredibilmente
Disarmante di
Angelica Lubian]
Non
ho voglia di rimanere a casa, come mi capita spesso, piuttosto che
star senza far nulla preferisco uscire, magari con la mia
inseparabile reflex e andar ad ammirare angoli al mio occhio ancor
sconosciuti, non tanti a dir la verità, ma la città eterna è
talmente grande che qualcosa da immortalare lo trovo. Anche solo attimi
di vita in città. La decisione è presa. Decido di uscire. Le
melodie si diffondono ancora nella mia casetta, il mio vecchio ipod
ancor riproduce le canzoni che in questo periodo accompagnano la mia
vita. Parole e musica, musica e parole. Melodie piene di emozioni,
voci e canti che vibrano di sentimenti. Forse portano un'ispirazione,
chissà.
Dalla finestra il cielo è ancora azzurro, il sole ancora alto, una leggera brezza muove gli alberi, una pazza estate romana
tra sole, nubi e temporali. Il mio primo agosto romano, non mi posso
lamentare, in fondo l'afa per ora ha solo sfiorato la città. Per
ora. Esco. Esco. Esco. Prendo le chiavi necessarie ed esco. Scendo le
scale, piano dopo piano, e via in piena libertà. Lo scooter è già
lì che mi aspetta. Pronto a scarrozzarmi in giro per vie, vicoli e
piazze, senza itinerari prestabiliti, all'avventura, dove mi portano
le idee. E forse anche le emozioni, forse anche il cuore. Tolgo la
catena. Il lucchetto nuovo non fa i capricci, la chiave gira che è
un piacere. Salgo sulla sella, sistemo lo zaino fotografico, metto in
moto. Giù il cavalletto, giro la manopola e mi immergo nella città.
Osservo gli scorci, i colori, la luce.
Penso ai luoghi e ai rioni più
o meno vicini. Gianicolo, Trastevere, Piazza Navona, San Pietro, il
Tevere, Piazza Venezia, Campo dè fiori, i vicoli di Monti, il
Pincio, il fascino di Via Margutta, addirittura lo Zodiaco. Ecco un
semaforo. E' rosso. Mi fermo. Decido di accostare. Scendo. Faccio due
passi. Cerco qualcosa che mi attira. Gesti, movimenti, situazioni,
emozioni. Non le trovo. Risalgo. Riparto. L'ispirazione è così, non
ha certezze, vive sul momento, una donna un pò lunatica, che si fa
distrarre dal particolare, da un dettaglio. Un dettaglio che può
esser importante. Eccolo. Passeggio tranquillo, scorgo una situazione
interessante, mi fermo tra un'auto in sosta e una fontana. Un giovane
prete in elegante abito tonacale, immerso nella lettura di un
libercolo. Gli occhiali appesi alla tonaca.
Una donna senza dimore
pian piano si avvicina. Il prete fingendo disinteresse la scruta con
la coda dell'occhio, con un fare di superiorità. La donna allunga il
braccio. In mano ha un bicchiere. Il gesto viene naturale: chiedere
un'elemosina al prete. La persona forse più adatta per ottener
qualcosa. Le premesse sono di una situazione comune. Ma comune non è.
La risposta del prete non è quella che la malcapitata, e con lei io,
spettatore inconsapevole, si aspettava. Il prete risponde con uno
sguardo di ghiaccio. Un fulmine sembra partire dai suoi occhi. Alza
il viso parzialmente in ombra dal cappello, tanto basta per
permettermi di osservare ed immortalare lo sguardo di sfida e di
incomprensibile superiorità. La homeless desiste dal suo intento,
incredula e sconfitta. Un attimo di vita catturato. Il titolo mi
viene naturale. Le Contraddizioni dell'Uomo.
Mi allontano,
consapevole di esser riuscito a catturare un istante di vita, la vita
che si vive in città, un istante simbolico. Un esempio di come la
fotografia cattura la realtà vera. L'espressione lievemente
malinconica di una ragazza in piedi poggiata al muro, persa in chissà
quali pensieri, in attesa che la pioggia cessi di cadere. Due persone
che camminano sull'antico selciato romano dell'Appia Antica, magari
inconsapevoli della storia di quel luogo. Un ragazzo e una ragazza
abbracciati su una vespa che lambiscono piazza navona, rivivendo
inconsapevolmente le scene in bianco e nero piene di fascino di
Vacanze Romane. Due ragazzi che si fanno un "selfie" sulla
terrazza del giardino degli aranci, uno dei tanti luoghi magici che
la città eterna regala ai visitatori.
Le emozioni di una madre con
lo sguardo pieno di speranza mentre tiene in mano una candela e
consola la figlia abbracciata a lei. Un musicista di strada nel mezzo
di ponte sant'angelo regala sublimi melodie con il suo violoncello a
coloro che si trovano ad attraversare lo storico ponte, forse
inconsapevoli di esser immersi in un'atmosfera quasi surreale. Un
gabbiano che si posa sul parapetto del lungotevere e con dietro il
profilo di castel sant'angelo sembra salutarmi. Un pupazzo di neve
creato dal nulla, seduto sul parapetto del ponte sant'angelo, con
nelle mani un ombrello e una bottiglia vuota di amaro, che con un
sorriso sembra salutarmi, durante l'ultima nevicata che ha ammantato
Roma, svegliatasi sotto un manto candido.
O, durante un'alba
d'inverno, l'incantevole scenario dei raggi di sole che filtrano
dalle finestre del colosseo e sembrano illuminare le auto che passano
su via dei fori imperiali. Tutti attimi di vita. Tutte emozioni che
cerco di catturare in una fotografia. Le emozioni di un fotoreporter
di vita.
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