mercoledì 27 agosto 2014

Fotoreporter di Vita






"Tutta nostra è Roma, mentre Roma… dorme,
rimaniamo accesi in questa notte
la tua luce a rendermi splendente
dolcemente attraente
incredibilmente disarmante"

[Incredibilmente Disarmante di Angelica Lubian]



Non ho voglia di rimanere a casa, come mi capita spesso, piuttosto che star senza far nulla preferisco uscire, magari con la mia inseparabile reflex e andar ad ammirare angoli al mio occhio ancor sconosciuti, non tanti a dir la verità, ma la città eterna è talmente grande che qualcosa da immortalare lo trovo. Anche solo attimi di vita in città. La decisione è presa. Decido di uscire. Le melodie si diffondono ancora nella mia casetta, il mio vecchio ipod ancor riproduce le canzoni che in questo periodo accompagnano la mia vita. Parole e musica, musica e parole. Melodie piene di emozioni, voci e canti che vibrano di sentimenti. Forse portano un'ispirazione, chissà. 




Dalla finestra il cielo è ancora azzurro, il sole ancora alto, una leggera brezza muove gli alberi, una pazza estate romana tra sole, nubi e temporali. Il mio primo agosto romano, non mi posso lamentare, in fondo l'afa per ora ha solo sfiorato la città. Per ora. Esco. Esco. Esco. Prendo le chiavi necessarie ed esco. Scendo le scale, piano dopo piano, e via in piena libertà. Lo scooter è già lì che mi aspetta. Pronto a scarrozzarmi in giro per vie, vicoli e piazze, senza itinerari prestabiliti, all'avventura, dove mi portano le idee. E forse anche le emozioni, forse anche il cuore. Tolgo la catena. Il lucchetto nuovo non fa i capricci, la chiave gira che è un piacere. Salgo sulla sella, sistemo lo zaino fotografico, metto in moto. Giù il cavalletto, giro la manopola e mi immergo nella città. Osservo gli scorci, i colori, la luce. 


Penso ai luoghi e ai rioni più o meno vicini. Gianicolo, Trastevere, Piazza Navona, San Pietro, il Tevere, Piazza Venezia, Campo dè fiori, i vicoli di Monti, il Pincio, il fascino di Via Margutta, addirittura lo Zodiaco. Ecco un semaforo. E' rosso. Mi fermo. Decido di accostare. Scendo. Faccio due passi. Cerco qualcosa che mi attira. Gesti, movimenti, situazioni, emozioni. Non le trovo. Risalgo. Riparto. L'ispirazione è così, non ha certezze, vive sul momento, una donna un pò lunatica, che si fa distrarre dal particolare, da un dettaglio. Un dettaglio che può esser importante. Eccolo. Passeggio tranquillo, scorgo una situazione interessante, mi fermo tra un'auto in sosta e una fontana. Un giovane prete in elegante abito tonacale, immerso nella lettura di un libercolo. Gli occhiali appesi alla tonaca. 


Una donna senza dimore pian piano si avvicina. Il prete fingendo disinteresse la scruta con la coda dell'occhio, con un fare di superiorità. La donna allunga il braccio. In mano ha un bicchiere. Il gesto viene naturale: chiedere un'elemosina al prete. La persona forse più adatta per ottener qualcosa. Le premesse sono di una situazione comune. Ma comune non è. La risposta del prete non è quella che la malcapitata, e con lei io, spettatore inconsapevole, si aspettava. Il prete risponde con uno sguardo di ghiaccio. Un fulmine sembra partire dai suoi occhi. Alza il viso parzialmente in ombra dal cappello, tanto basta per permettermi di osservare ed immortalare lo sguardo di sfida e di incomprensibile superiorità. La homeless desiste dal suo intento, incredula e sconfitta. Un attimo di vita catturato. Il titolo mi viene naturale. Le Contraddizioni dell'Uomo. 


Mi allontano, consapevole di esser riuscito a catturare un istante di vita, la vita che si vive in città, un istante simbolico. Un esempio di come la fotografia cattura la realtà vera. L'espressione lievemente malinconica di una ragazza in piedi poggiata al muro, persa in chissà quali pensieri, in attesa che la pioggia cessi di cadere. Due persone che camminano sull'antico selciato romano dell'Appia Antica, magari inconsapevoli della storia di quel luogo. Un ragazzo e una ragazza abbracciati su una vespa che lambiscono piazza navona, rivivendo inconsapevolmente le scene in bianco e nero piene di fascino di Vacanze Romane. Due ragazzi che si fanno un "selfie" sulla terrazza del giardino degli aranci, uno dei tanti luoghi magici che la città eterna regala ai visitatori. 



Le emozioni di una madre con lo sguardo pieno di speranza mentre tiene in mano una candela e consola la figlia abbracciata a lei. Un musicista di strada nel mezzo di ponte sant'angelo regala sublimi melodie con il suo violoncello a coloro che si trovano ad attraversare lo storico ponte, forse inconsapevoli di esser immersi in un'atmosfera quasi surreale. Un gabbiano che si posa sul parapetto del lungotevere e con dietro il profilo di castel sant'angelo sembra salutarmi. Un pupazzo di neve creato dal nulla, seduto sul parapetto del ponte sant'angelo, con nelle mani un ombrello e una bottiglia vuota di amaro, che con un sorriso sembra salutarmi, durante l'ultima nevicata che ha ammantato Roma, svegliatasi sotto un manto candido. 



O, durante un'alba d'inverno, l'incantevole scenario dei raggi di sole che filtrano dalle finestre del colosseo e sembrano illuminare le auto che passano su via dei fori imperiali. Tutti attimi di vita. Tutte emozioni che cerco di catturare in una fotografia. Le emozioni di un fotoreporter di vita.









Mat




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lunedì 25 agosto 2014

Luna




"Luna tu parli solamente a chi é innamorato 
chissà quante canzoni ti hanno già dedicato 
ma io non sono come gli altri 
per te ho progetti più importanti...Luna!"


[Luna, Gianni Togni]





Quando inizia a salire nel cielo già capisci che il giorno sta per finire, che la luce pian piano lascerà il posto all'oscurità, lievemente attenuata dalla sua luce. Il sole la illumina e ci consente di ammirarla, tutta o una sua parte, un suo spicchio: è lassù, la più grande delle stelle, che come una dama di corte domina la scena della volta celeste. Le stelle sembrano allontanarsi, sembrano intimorite dalla sua maestosità. Con le sue macchie sembra osservarci, da lontano. Sembra ricordare quella volta in cui un uomo riuscì per primo a lasciare un'orma sulla sua superficie, dopo tanti vani tentativi. Accompagna i marinai durante la navigazione, dona un sorriso a chi per amor soffre o a chi di gioia il cuor è invaso. Dona ispirazione ai poeti, ai musici, ai sognatori. Con i suoi raggi fa scintillar il mare, illumina le alte vette coperte di neve, fa luccicare i cristalli di ghiaccio, regala un attimo di serenità a chi ne ha bisogno. "Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante", così recita un motto a lei dedicato. Diventa "super" quando si avvicina a noi, ce ne dimentichiamo quando scompare o le nubi ne impediscono la vista.


Nello spazio infinito sembra a portata di mano, pianeti e stelle lontane
cercano di oscurarne il prestigio, cannocchiali e telescopi cercano di osservare luoghi sempre più lontani e nascosti, mentre lei rimane in alto, quasi trascurata. Eppure è sempre lì, una presenza costante, un punto di riferimento per ognuno. Simbolo dello spazio senza confini, un'amica che ci accompagna dovunque andiamo, è lassù, pronta a darci una mano, a spingerci verso la giusta direzione, un abbraccio nel momento di bisogno. Simbolo di vita anche se sembra non contenerne. Sembrerebbe viver di luce propria sebbene luce in se non ne abbia. Il suo lato nascosto, oscuro, la rende ancor più affascinante, il volto nascosto dell'inconscio dell'uomo, quel lato che rimane un mistero. Così come nel mistero rimarranno avvolte le vicende che hanno portato alla creazione di tutto ciò che è intorno a noi: la vita. Non ci rimane che ammirarla, affacciati ad una finestra, in riva al mare, in mezzo al bosco, assaporarla in ogni singolo istante, e viver ogni emozione che ci regala.



Mat


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venerdì 22 agosto 2014

Una Serata Magica - An Amazing Evening



Un tranquillo aperitivo nella Roma d'agosto, in  quel di Monti, uno dei rioni più belli che la città eterna ci regala, si trasforma in una serata le cui emozioni non dimenticherò tanto presto. Appuntamento vicino alla fontana di piazza Madonna dè Monti, la piazza principale del rione, punto di ritrovo di romani e turisti. La mia amica nonchè bravissima songwriter Francesca Romana mi aspetta per farmi vedere il suo primo album, a cui ho avuto il piacere di contribuire con alcune foto che compaiono sul libretto e sul supporto del cd. Il risultato è veramente
eccellente, più sfoglio il libretto ed osservo il supporto e più mi piace, in attesa di ascoltare le canzoni con calma. Quel tramonto sul mare con i riflessi sulla laguna mi porta indietro nel tempo, ad una passeggiata con relativo reportage che ho avuto il piacere di fare in una giornata d'inverno su una spiaggia della maremma. Ai Tre Scalini scegliamo di prenderci un aperitivo per festeggiare l'evento. "Ti crea problemi se più tardi ci raggiunge un musicista che conosco, una bravissima persona, ex bassista dei Jethro Tull, che si trova in questi giorni a Roma?"

mi fa lei mentre ci addentriamo nei vicoli di Monti. "E me lo chiedi pure?", rispondo con espressione non so se più incredula o sbalordita. Maartin Allcock si presenta con uno strepitoso sorriso che ha il potere di contagiare immediatamente l'atmosfera intorno a noi: "Hi, Francesca, how are you?". Da queste parole è nata una serata straordinaria, piena di allegria, di risate, di racconti, di aneddoti, di vita vissuta. Di esperienze in giro per il mondo, rigorosamente in inglese (il mio in verità un pò arrugginito), quasi fossimo in un'altra dimensione. 

La sua ultima serata a Roma (per questo tour di festival) ha scelto di trascorrerla con noi e di deliziarci con i suoi racconti, di musica e di vita.
L'indomani, ossia questa sera, si esibisce in un festival nella città di Itri, nel basso Lazio. Dal Galles in cui vive gira il mondo con la sua musica, Inghilterra, Francia, Germania, Scandinavia, America, l'Italia varie volte, ed un giro sul treno tra  
le vette più alte in Svizzera che ci fa ammirare tramite le foto sul suo cellulare. Tra un boccone e l'altro della cucina romana, che gradisce molto, scopriamo 

che ha un diploma di cuoco e che prima di intraprendere la sua carriera di musicista si cimentava tra i fornelli. Nel momento in cui gli dico di voler intraprendere definitivamente la professione di fotografo, mi osserva, e ammiccando mi fa, in inglese: "Ce l'hai il giubbotto anti-proiettile?" riferendosi, ci racconta dopo, ad un suo amico fotoreporter che era stato a fotografare sul campo in Vietnam e in Cambogia. Una serata in bilico tra il passato ed il presente, ed una finestra aperta sul futuro, un pò come la mia vita in questo periodo. 

Ogni tanto torna fuori dai ricordi il bel progetto delle Fimm, un quartetto musicale folk di cui Francesca faceva parte e che ho avuto il piacere di immortalare anni fa, e che purtroppo per varie ragioni è stato abbandonato. Guardandoci negli occhi ci accorgiamo che nuove idee, nuove mete, nuovi progetti si affacciano all'orizzonte, ed un sorriso pieno di fiducia e di speranza spontaneamente nasce sui nostri visi, mentre ci dirigiamo verso gli scooter per tornare a casa.


Mat


giovedì 21 agosto 2014

Scelte di Vita

"Il mare ha i suoi vicoli 
E molti pericoli 
Ma porta la nave che ci salverà 
Dai nostri tentacoli 
Dai giorni difficili 
E' il mare che ci salverà." 

["Il Mare è Famoso" - Ilaria Porceddu]




Qualche giorno fa, nei pochi giorni che quest'estate son riuscito a dedicare a me stesso e a liberar quasi del tutto la mente, mi trovavo a camminare in riva al mare, con le onde che mi accarezzavano, in una spiaggia quasi completamente deserta: il mio mare, il mio rifugio nei momenti di stress o di riflessione. Il vento mi accompagnava, con i suoi refoli costanti, i gabbiani si libravano in volo sopra di me, comparivano e scomparivano alla mia vista, chissà da cosa attratti, le cicale diffondevano nell'aria il loro inconfondibile richiamo. Camminavo ed osservavo l'orizzonte, laggiù, in fondo alla distesa blu, il sole stava calando, un tardo pomeriggio di una fresca e limpida giornata d'estate. Camminavo, passo dopo passo, senza nulla sulle spalle, solo con me stesso e con i miei pensieri, che raramente mi abbandonano. Pensieri belli e meno belli, profondi e futili, rivolti al presente e al futuro. Pensieri di fiducia e di speranza, ma anche di timore e di vaga preoccupazione.





Le scelte che la vita mette di fronte, scelte impegnative, difficili da prendere. Scelte ponderate, scelte più istintive, che cambiano la direzione che apparentemente la vita sembrava aver preso. Un evento che appariva negativo d'improvviso diventa una nuova occasione, con una nuova luce negli occhi iniziavo ad affrontare le giornate. Una scoperta piacevole ed imprevista, una strada impervia non priva di rischi ma che ho iniziato ad affrontare con fiducia e con il sorriso, e sempre più stimolato ad andare avanti. Un'idea che poi pian piano, giorno dopo giorno, nel corso del tempo si è trasformata consapevolmente in scelta. Una scelta di vita in cui la vita è nelle mie mani, una scelta piena di idee, di incontri, di diverse prospettive, faticosa ma stimolante, in cui finalmente posso dare tutto me stesso. Tutto dipende da noi, da ogni singola azione che prendiamo. Sono di natura scettico per tutto ciò che riguarda la religione e la fede, non credo ci sia un destino scritto, ma solo un "destino" che noi ci creiamo giorno dopo giorno, istante dopo istante, scelta dopo scelta, importante o meno, giusta o sbagliata che sia. Con la consapevolezza di poter gridare: "Ecco, ce l'ho fatta", oppure pensare senza rimorsi nè rimpianti: "Ce l'ho messa tutta, ma sono contento lo stesso, è la strada che dovevo seguire"




Incontro alcuni pescatori, le canne rivolte verso il mare, sguardi tesi con la speranza che il mare sia clemente, sembrano sorridermi, un accenno di saluto. Vado avanti, mi inoltro nella distesa di sabbia lambita dal mare
e dalla verde macchia all'interno, quà e là tronchi e rami formano strane figure, le ombre sembrano allungarsi. Le orme sulla sabbia si perdono tra le onde, il passato si nasconde, il presente è con me, il futuro è lì, davanti a me, passo dopo passo, attimo dopo attimo, da vivere intensamente, assaporando ogni suo singolo istante, ogni sguardo, ogni gesto, ogni sorriso. Vado avanti, senza indugio, senza fermarmi, a volte un'occhiata dietro ma senza rimpianto.


Mat

mercoledì 20 agosto 2014

Le Emozioni in una Foto





dopo tanto tempo mi sono deciso ad aprire un blog in cui scrivere quello che più o meno mi passa per la mente, senza effetti speciali, perché i vari social (facebook, twitter, google plus, instagram, ed altri) non permettono di esprimersi in piena, completa libertà, per vari motivi. A volte penso che le foto non sono sufficienti a descrivere appieno i miei pensieri, i miei stati d'animo, quello che provo, anche se sono uno strumento molto affascinante per descrivere ed immortalare attimi, emozioni, gesti, sguardi. E riuscire a trasmetterli a chiunque osserva i miei scatti, questa è la cosa più bella e più gratificante per me, perché l'arte è il riuscire a trasmettere le emozioni, in qualsiasi campo, che sia fotografia, video, scrittura, architettura, pittura, teatro, cinema, danza, e così via. Riuscire a regalare un sorriso alle persone che in quell'istante si trovano coinvolti nel processo artistico, come fruitori, come spettatori, ignari o meno, riuscire a donare un attimo di tranquillità, a suscitare pensieri e riflessioni di fronte ad un'opera d'arte, ecco quello che penso. Non è una cosa semplice, anzi, tutt'altro, ma quando riesco a realizzare pienamente il processo artistico, che non è solo la parte realizzativa ma anche o soprattutto la parte comunicativa con il pubblico, con la singola persona, allora mi sento molto felice, perché trasmettere emozioni alle persone è in fondo lo scopo delle mie foto. Mi sento fortunato ad avere uno strumento così bello per immortalare la realtà che ci circonda, una passione, un'occhio che mi consente di catturare quell'istante, quella situazione, quella emozione che in quello stesso istante entra in un rapporto quasi di simbiosi con il mio stato d'animo che ho in quel preciso istante, che mi permette di vedere la realtà in un'ottima magari diversa se provassi sensazioni diverse. Salire sul mio scooter e girare la città, i suoi vicoli, le sue piazze, osservare la vita che mi circonda, una delle sensazioni più belle che posso provare, a Roma o in qualunque luogo mi trovo al momento, in una radura in mezzo ai monti, su di una spiaggia deserta o in campagna, in mezzo alla natura incontaminata o nel pieno caos cittadino. Le persone, con i loro sentimenti, pensieri, gesti, impegni quotidiani; il volto curioso di un bambino lungo una strada, la grinta di un uomo dietro ad uno striscione o con in mano un megafono che diffonde le proprie idee; il fascino di un movimento di danza con i corpi che si attraggono, si avvinghiano e si separano; il continuo rapporto dei musicisti con i loro strumenti sul palco, gli attori che interagiscono con i loro personaggi, il sorriso di una ragazza che ha appreso una bella notizia, osservare i resti di un paese distrutto da un terremoto, le emozioni del backstage di uno spettacolo teatrale o le scene di un film, lo stato d'animo di un homeless seduto all'angolo di una strada, o un musicista che diffonde le sue melodie in un vicolo o in una piazza alle persone che passano, le acrobazie in aria o i giochi con il fuoco dei performers, osservare una goccia che cade dal cielo e si posa su una foglia, il sole che con i suoi raggi crea impensabili giochi di luce, un campo di papaveri...

per essere un primo post forse ho scritto anche troppo :-)

alla prossima!

Mat

N.B.: per chi vuole vedere i miei scatti, non deve far altro che collegarsi sul mio sito web e spulciare tra i reportage e gli album: http://www.matteonardone.com   :-)